VERBALI E DOCUMENTI

Sintesi incontro SIPAOC - Operatori del settore
"Quale futuro per il mercato del latte ovino?"
Roma, 10 novembre 2005


Il giorno 10 novembre 2005 si è tenuto a Roma in via Torino 44, presso la Sala Caduti di Nassiriya, gentilmente concessa dal Comando dei Carabinieri delle Politiche Agricole, il secondo degli incontri organizzati dalla SIPAOC nell'ambito del "Tavolo permanente" di consultazione istituito tra mondo scientifico e operatori del settore. La Società ha voluto discutere il tema "Quale futuro per il mercato del latte ovino?", argomento che, al momento attuale, affligge il comparto, per portare un contributo tangibile alla soluzione del problema.
Dopo la presentazione dell'incontro effettuata dal Presidente della SIPAOC, Prof. Emilia Duranti, e il saluto del Prof. Antonio Pugliese, Presidente della Federazione Mediterranea Sanità e Produzione Ruminanti (FeMeSPRum), il Colonnello Pasquale Muggeo, del Comando dei Carabinieri Politiche Agricole, ha illustrato le funzioni di questo nucleo, che opera in seno al MIPAF a partire dal 1995.
La prima relazione è stata quella su “Previsione dell’impatto della nuova PAC sull’ovinicoltura in Italia”, tenuta dal Prof. Paolo De Castro dell'Università di Bologna. Ha iniziato mettendo in evidenza le difficoltà della permanenza sul mercato dei prodotti alimentari di origine italiana per problemi legati ad una crisi generalizzata dei consumi alimentari, alla globalizzazione e all’evoluzione delle relazioni commerciali all’interno delle filiere agroalimentari, in particolare al cambiamento del sistema distributivo. I rischi per il Paese sono molteplici, in particolare per l’alto costo della manodopera, per la difficoltà a competere sui costi di produzione e la presenza in Italia di una GDO in mani estere. L'autore ritiene la globalizzazione un processo inevitabile, ma che richiede nuove tutele, che non significano un nuovo sostegno pubblico, ma la definizione di regole commerciali, a cominciare dalla tutela dei marchi, che evitino l’agropirateria sul mercato internazionale dei prodotti italiani, in particolare del latte ovino e dei formaggi derivati.
La seconda relazione, su “Elementi di insostenibilità del sistema produttivo: aspetti tecnici, economici e sociali”, a cura dei Proff.ri Bruno Ronchi dell'Università della Tuscia e Giuseppe Pulina dell'Università di Sassari, ha sottolineato l'importanza di un sistema integrato, che, oltre a soddisfare i fabbisogni di produzione degli animali, deve sostenere l’economia e migliorare la qualità della vita delle popolazioni rurali. Sono stati trattati aspetti tecnici, economici e sociali, spesso interagenti tra di loro. Per quanto riguarda i primi, sono stati tenuti in considerazione prevalentemente alcuni fattori, quali la struttura aziendale, le tecniche di produzione, la sanità dell'allevamento, l’assistenza tecnica e di formazione, la capacità di adeguamento dell'operatore alle normative. Relativamente agli aspetti economici, è stato ribadito il problema del prezzo del latte, attualmente non remunerativo, che potrà aggravarsi ulteriormente, dal prossimo aprile, quando sarà più complesso, per le aziende, accedere al credito. Da ultimo, per gli aspetti sociali sono stati messi in evidenza, soprattutto, quelli relativi alla qualità della vita, quali gravosità del lavoro, carenza di tempo libero, etc. e all’insicurezza professionale, dovuta, in gran parte, alla difficoltà di collocamento del prodotto sul mercato. In conclusione è stato affermato che, essendo il raggiungimento di un adeguato livello di sostenibilità la base per avere sviluppo e stabilità nel settore dell'allevamento degli ovini da latte, è necessario escogitare strategie mirate di intervento.
Nella relazione successiva, “Prospettive per il pagamento del latte ovino secondo qualità. Parametri sanitari e tecnologici: esperienze in atto”, a cura dei Dott.ri Nazareno Brizioli, Remo Rosati dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana e Marino Contu dell'ARA Sardegna, è stata approfondita la questione, relativa al pagamento del latte a qualità anche nella specie ovina. Nella prima parte il Dott. Rosati ha fatto riferimento alle caratteristiche nutrizionali e sensoriali, oltre che alla conservabilità e standardizzazione del latte, auspicando un monitoraggio della qualità, attuato da laboratori accreditati, in maniera continua e in una logica di filiera. Nella seconda parte il Dott. Contu ha riferito dell'esperienza realizzata in Sardegna, che dal 1993 ha avviato il programma di pagamento del latte a qualità, applicato in un certo numero di cooperative dal 1997. Nell’annata 2004 ben 18 caseifici hanno applicato modelli di pagamento differenziato, con l'intento di perseguire il miglioramento continuo della qualità del latte, riconoscendo premi ai conferitori di una materia prima con caratteristiche superiori e penalizzazioni a coloro che continuano a fornire un latte non sempre all'altezza delle aspettative. La necessità che questo strumento sia recepito e condiviso da tutti gli altri operatori del settore ha, recentemente, portato ad un incontro per la definizione di una strategia di rilancio e sviluppo del comparto ovino che, nello specifico, ha consentito di fissare una griglia regionale di pagamento del latte a qualità valida per tutti i caseifici di trasformazione.
Dopo le relazioni è stata presentata la situazione del mercato del latte ovino in alcune Regioni italiane, in particolare per il Lazio è intervenuto il Dott. Antonio Fagiolo dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, per la Sicilia il Dott. Santo Caracappa, Direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia e il Dott. Michele Cavalli dell'ARAS Sicilia e per la Sardegna il Dott. Antonio Mura dell'Assessorato Agricoltura della Regione Sardegna.
Nel suo intervento, il Dott. Santo Riggio, Vicepresidente dell'ASSONAPA, ha parlato della crisi dell'intero mercato caseario, che, egemonizzato dal latte e i formaggi bovini, sta condizionando anche quello dei prodotti ovini e caprini. Alla base della crisi dell’intero settore vi sono, com’è noto, l’abbondanza dell’offerta, la pressante concorrenza internazionale, la debolezza della domanda e, di recente, anche le conseguenze dell’applicazione della riforma della PAC.
Il Dr. Angelo Frascarelli dell'Università di Perugia, nel tracciare le conclusioni del convegno, ha evidenziato i fattori necessari per uscire dalla crisi che attanaglia il settore del latte ovino, in modo da poter mantenere un importante ruolo dell'ovinicoltura in Italia. Tre sono i punti essenziali: accrescere la competitività delle imprese, sviluppare l’integrazione tra impresa agricola e mercato, supportare con un adeguato sostegno pubblico le esternalità ambientali del settore. Per il primo punto, Frascarelli ha richiamato gli imprenditori a prestare maggiore attenzione agli aspetti tecnici (aspetti sanitari, aumento delle rese, qualità del latte, strutture di produzione, etc.) in modo da conseguire una maggiore efficienza tecnica, un miglioramento qualitativo delle produzioni e una riduzione dei costi fissi. Nel rapporto tra impresa e mercato, è necessario individuare un’efficace strategia di commercializzazione, che può andare dal circuito breve al circuito lungo; la scelta dipende dal territorio di riferimento, dalla tipologia e dalla quantità delle produzioni. I due circuiti esigono un’organizzazione e una professionalità diverse; in particolare il circuito lungo richiede standardizzazione, contratti di fornitura e dimensioni adeguate, al fine di conseguire un certo potere di mercato con gli utilizzatori. L’intervento pubblico è essenziale se si vuole mantenere la zootecnia ovina in zone marginali; da questo punto di vista il settore presenta tutte le caratteristiche per accedere ai finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale, in particolare di quello 2007-2013 che è in fase di predisposizione. Considerata la valenza ambientale della presenza della zootecnia ovina in zone di montagna, il settore può beneficiare dei pagamenti agroambientali, oltre che di incentivi all’adozione di sistemi di rintracciabilità e di qualità. Il settore potrà avere un futuro, se vengono affrontati congiuntamente i problemi dentro e fuori l’impresa agricola.

In conclusione si può affermare che si è trattato di un secondo importante momento che la SIPAOC ha voluto organizzare per avere un contatto sempre più stretto con il mondo produttivo e con la realtà.
Un rapporto nel quale la Società crede molto.
Su questa strada si vuole proseguire nella speranza di ottenere risultati concreti e di rapida applicabilità, che sono senza dubbio una esigenza prioritaria dell’allevamento ovino e caprino.
Con questo augurio, che significa anche un impegno della SIPAOC per il 2006, si coglie l’occasione per inviare a tutti i lettori i migliori auguri per un Natale sereno e per un Nuovo Anno pieno di soddisfazioni.

 

Seminario SIPAOC - Perugia
Si informa che il seminario SIPAOC, previsto ogni due anni a Perugia, si terrà il 24 febbraio 2006 alle ore 9 presso l'Aula Magna della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi, B.go XX giugno, 74 - Perugia, e verrà trattato il tema "Produzioni ovine e caprine: quali garanzie per i consumatori?"

Congresso SIPAOC 2006

Si comunica che il XVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Patologia e di Allevamento degli ovini e dei caprini si terrà a Lamezia Terme (CZ) il 26/27/28 ottobre 2006.



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